Renovo SpA recupera aree industriali dismesse e fa attenzione al territorio
Come accade in Sardegna "dove produciamo fibra di legno e fibra di sughero, per le intrercapedini di case in legno o cappotti per efficientamento energetico delle abitazioni", aggiunge. Un progetto che ha l'ambizione di diffondersi in tutta Italia. La prima iniziativa partira' entro il 2014 a Iglesias, poi sara' la volta della Sicilia, a Caltagirone, e a seguire Puglia, Toscana, Liguria, Lombardia, Veneto, Friuli e Abruzzo dove le "iniziative sono ancora in fase autorizzativa visto il complesso iter da seguire, ma contiamo di attivarle tutte entro il 2015", spiega il presidente di Renovo. Renovo si propone come facilitatore di progetti nell'ambito dell'energia rinnovabile che prevedono la costruzione di piccole centrali termoelettriche cogenerative alimentate da biomasse agro-forestali e agro-industriali per lo sviluppo di nuove iniziative produttive. Si va dalla ricerca alla progettazione di impianti attraverso la costituzione di società controllate che seguono lo sviluppo dei progetti energetici e industriali integrati, contraddistinti dalla valorizzazione dell'energia termica residua cogenerata dalle centrali attraverso la sua cessione alla rete. Per questo nel 2009 è stata costituita la controllata Renovo Bioenergy Spa, con il compito di sviluppare un progetto nazionale di costruzione e gestione di un network di piccole centrali termoelettriche all'interno del progetto "Energia a Chilometro Zero": realizzazione sul territorio nazionale di un network di centrali termoelettriche cogenerative di piccola taglia alimentate utilizzando biomassa legnosa ottenuta nei bacini territoriali d'appartenenza da scarti agricoli, agro-industriali e agro-forestali.
La scelta strategica di puntare su centrali di piccola taglia e' funzionale all'obiettivo di alimentare gli impianti esclusivamente con biomasse locali reperite nell'ambito di filiere corte. Invece di andare dispersa, la produzione di energia termica potra' essere utilizzata per sviluppare nuove attivita' industriali o agricole sinergiche alle centrali oppure, in alternativa, essere ceduta a enti pubblici e privati per il teleriscaldamento del circondario, con un cospicuo risparmio energetico. Nel luglio del 2011, Gruppo Cooperativo Cgm e Renovo hanno siglato un accordo che prevede l'inserimento lavorativo di persone svantaggiate nei processi produttivi delle centrali termoelettriche a biomasse agricole e forestali a filiera corta. Saranno quindi i lavoratori svantaggiati delle cooperative del Gruppo Cgm ad occuparsi delle attivita' di recupero delle biomasse locali e delle attivita' di gestione dell'impianto. Inoltre, nella localizzazione delle centrali viene privilegiato il recupero di siti industriali dismessi, facendosi carico dei costi di bonifica ed evitando cosi' ulteriore consumo di suolo restituendo all'uso produttivo e alle comunita' locali aree degradate.
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