Una riduzione tra il 20% ed il 25% dei rifiuti pro-capite prodotti in Emilia-Romagna entro il 2020.
Le previsioni di riduzione dei rifiuti e di aumento della raccolta differenziata, si legge in un altro passaggio, "determinano una progressiva diminuzione della quantita' di rifiuto indifferenziato residuo complessivamente gestito negli impianti di trattamento meccanico-biologico, di termovalorizzazione e nelle discariche. Non e' quindi necessario- afferma il piano- realizzare nuovi impianti di smaltimento bensi' prevedere il miglioramento dei livelli prestazionali di alcuni degli impianti gia' esistenti, con eventuali adeguamenti dovuti alle modifiche normative introdotte, e la progressiva dismissione di altri". Obiettivi che non hanno pero' convinto il Movimento 5 stelle. "Per lavorare non servono intenti, ma dati precisi. E di questo non c'e' traccia nella sintesi", obietta infatti il consigliere regionale M5s Andrea Defranceschi in una nota. "Persino l'ambizioso piano di riduzione del 20-25% dei rifiuti prodotti non si dice come si otterra'- osserva il consigliere- si parla genericamente di 'politiche per la riduzione degli sprechi alimentari e degli imballaggi', il che e' un po' pochino, dato che si tratterebbe di lavorare con le aziende multinazionali per modificare gli imballaggi. Sempre che si voglia incidere davvero". Ad esempio "come e chi dovra' regolamentare la tariffazione dei rifiuti? Per questo, ci dicono, si rimanda a uno specifico progetto di legge che sara' di iniziativa della maggioranza. Quando? Cosa dira'? Aspettiamo". Nel frattempo, constata Defranceschi, la "legislatura finisce. E noi siamo senza piano regionale dei rifiuti, ma in compenso con una marea di impianti e con una corsa a presentare domande di ampliamento o nuove aperture di discariche, prima che il piano venga approvato".
(DIRE)
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