In particolare, i provvedimenti contenuti del ddl Falanga sembrano rappresentare perfettamente il bastone che i senatori campani sono riusciti a mettere tra le ruote delle procure che stavano lavorando agli abbattimenti. L'abusivismo edilizio è una delle forme di illegalità ambientale che più ha devastato il nostro Paese. Come è noto ormai a tutti, alimenta il business della criminalità organizzata ed è responsabile di immense tragedie, contribuendo ad aggravare pesantemente i danni e i pericoli causati dal maltempo e dal dissesto idrogeologico. Ogni annuncio di condono in Italia ha generato un consistente aumento di abusi su tutto il territorio con gran vantaggio dell'ecomafie e a totale discapito dei cittadini onesti e dell'ambiente. Eppure, nonostante tutto ciò, mentre (finalmente) si torna a parlare di un Disegno di legge sui reati ambientali che potrà dare un significativo contributo alla lotta alle ecomafie, da troppi anni libere di devastare e avvelenare il Paese, ecco il doppio e assurdo passo indietro della politica che non riesce a dire un no compatto e deciso all'ennesimo condono.
"Chiediamo un'assunzione di responsabilità al Parlamento, affinché la Camera respinga il condono approvato ieri al Senato, cancellando i vincoli burocratici che ritardano e complicano il lavoro delle Procure contro gli abusi edilizi, grazie anche all'immaginabile aumento degli interventi sospensivi da parte dei TAR ha concluso Cogliati Dezza e rilanci con decisione la lotta a tutte le forme di illegalità ambientale che negli ultimi 20 anni hanno devastato il Paese".
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