Se tali rocce ignee, tuttavia, raggiungono la superficie in seguito a movimenti tettonici, come spiega l’Ingv, possono generare metano abiotico a seguito del contatto tra queste e l’acqua piovana, entro un processo noto come serpentinizzazione. In questi casi l’idrogeno combinato con l’anidride carbonica genera il metano abiotico (in genere in presenza di catalizzatori metallici), seguendo la reazione di Sabatier: CO2 + 4H2 = CH4 + 2H2O.
Come il ricercatore dell’INGV Giuseppe Etiope ha avuto modo di spiegare in seguito al ritrovamento di tale metano abiotico nei pressi di Genova, la scoperta della diffusione del metano abiotico è importante per vari motivi. Anzitutto ora occorrerà capire se giacimenti di questo gas possano essere, o meno, utilizzati per scopi commerciali, ma oltre a questo si aprono spiragli molto interessanti sul tema della generazione di tale gas su altri pianeti, in primis Marte, dove rocce serpentinizzate sono state effettivamente scoperte, e sull’origine della vita stessa. Difatti, come ha spiegato Etiope
la reazione di Sabatier è uno dei tasselli fondamentali per l’origine della vita; la reazione che parte dalla CO2 e produce CH4 rappresenta il passaggio dalla chimica inorganica a quella organica; diversi scienziati della NASA ritengono infatti che la serpentinizzazione sia alla base dell’origine della vita sulla Terra. Il fatto che questo passaggio, da chimica inorganica a organica, possa avvenire a basse temperature suggerisce che l’origine della vita non è legata necessariamente a sistemi idrotermali, come ipotizzato nelle teorie della NASA. Il metano prodotto a basse temperature, anche sui continenti, può avere innescato il ciclo organico alimentando i primi batteri.
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