Andrea Giambartolomei
12/07/13
L'ombra delle mafie sui reati ambientali
Il rapporto di Legambiente sul 2012: quasi 800 reati commessi, più di 750 persone denunciate. Il settore del cemento quello più interessato
Quasi ottocento reati ambientali sono stati commessi in Piemonte durante il 2012. Lo denuncia la Legambiente nel rapporto “Ecomafie” sui reati ambientali e la criminalità organizzata, presentato ieri mattina al bar Italia Libera di via Veglia. Stando alle informazioni raccolte dall’organizzazione ci sono state per 799 infrazioni, 757 persone denunciate, tre arrestate e 139 sequestri. «Il settore più interessato è il ciclo del cemento, ma non bisogna dimenticare lo smaltimento dei rifiuti industriali», ha affermato Fabio Dovana, presidente di Legambiente per il Piemonte e la Valle d’Aosta. Solo per i reati legati alle costruzioni edili in Piemonte sono stati censiti 199 infrazioni, mentre sono state denunciate 260 persone e attuati 15 sequestri. Per Maria José Fava, referente regionale di Libera «l’ambito edile, gli appalti e la gestione delle cave sono attività fondamentali per la ‘ndrangheta». Per questo Dovana ha affermato che Legambiente è pronta a collaborare con la nuova commissione regionale antimafia. I reati legati allo smaltimento dei rifiuti sono i più diffusi, con 213 infrazioni, 342 denunciati e tre arresti. Tuttavia la lotta alle ecomafie risulta penalizzata se non si offrono risorse e riscontri a chi la porta avanti, come il Corpo forestale dello Stato: «Abbiamo una dotazione organica molto inferiore rispetto ad altre regioni - ha detto il comandante regionale Alessandra Stefani . Ci manca il 40 per cento del personale». Ma c’è un altro allarme che Stefani lancia: «È difficile riscuotere le multe: i giudici terzi che valutano i ricorsi delle persone sanzionate non hanno le forze per valutare e le sanzioni non diventano un deterrente». Un effetto che rischia di vanificare il lavoro della Forestale e soprattutto la tutela dell’ambiente.
Andrea Giambartolomei
Andrea Giambartolomei
Pubblicato da
Alessandro Bratti
alle
16:18
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