11/07/13

C. 1139-A Ordine del giorno

La Camera, Premesso che:

l'esigenza di una politica di tutela ambientale, attraverso l'azione amministrativa, legislativa e di governo, avviata in Italia solo di recente con l’istituzione, nel 1986, del Ministero dell'ambiente si è progressivamente rafforzata, anche grazie all'individuazione di nuovi e più efficaci strumenti.

tra essi un ruolo di primo piano ricopre l'istituzione, nel nostro ordinamento, dell'Agenzia nazionale per la protezione dell'ambiente e per i servizi tecnici (APAT), oggi  nonché la successiva istituzione delle agenzie regionali per la protezione dell'ambiente (ARPA), che hanno permesso di avviare una politica di monitoraggio ambientale più attenta alle specificità dei singoli territori di competenza, rappresentando un momento significativo nel processo di affermazione e di riconoscimento della protezione ambientale in Italia;

all'inizio della passata legislatura, con il decreto-legge n. 112 del 2008, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 133 del 2008, è stato istituito l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA), al quale sono state assegnate le funzioni e le risorse dell'APAT, dell'Istituto nazionale per la fauna selvatica e dell'Istituto centrale per la ricerca scientifica e tecnologica applicata al mare;
tale accorpamento non ha però risolto alcune importanti problematiche che sono emerse in questi venti anni di attività che manifestano l'esigenza di una riforma organica, finalizzata al rilancio del sistema delle agenzie per la protezione dell'ambiente, oltre che alla garanzia della sua funzionalità, efficienza ed economicità;

nel nuovo scenario istituzionale, a partire dalla revisione del titolo V della parte seconda della Costituzione e dall'affermarsi del federalismo amministrativo, sono emersi i fabbisogni di adattamento del mandato delle agenzie ambientali, ma, allo stesso tempo, anche i limiti che presenta il modello di funzionamento e di erogazione delle prestazioni pubbliche di controllo e di protezione ambientale delle agenzie; soprattutto sono emerse anche esigenze di riforma istituzionale, dovute al crescente problema dello «scollamento» tra l'aumento della domanda di controllo e di prestazioni tecniche rivolta alle agenzie e la definizione del relativo mandato e del sistema di finanziamento;

Impegna il Governo 

a potenziare i controlli ambientali nel nostro Paese al fine di dotarlo di rete nazionale di soggetti tecnici che, in maniera sinergica, assicurino omogeneità ed efficacia all'esercizio dell'azione conoscitiva e di controllo pubblico dell'ambiente, a supporto delle politiche di protezione ambientale e di sostenibilità;
a potenziare l’attività di ricerca svolta dai diversi enti e collegata alle prestazioni di qualità delle agenzie finalizzandola al controllo e al monitoraggio ambientali.


Alessandro Bratti

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