11/07/13

Acqua pubblica: Anci e Movimenti per l'Acqua contro le limitazioni del patto di stabilita'

Acqua pubblica. Il patto di stabilità potrebbe limitare i servizi pubblici locali. E' il timore espresso negli scorsi giorni da parte dell'Anci e del Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua. Entrambe le realtà hanno espresso una posizione molto critica nei confronti del possibile assoggettamento al patto di stabilità delleaziende speciali e delle S.p.a. in house.

Si tratta di quanto previsto dall'articolo 25 del decreto"Cresci Italia", approvato nel gennaio del 2012. L'applicazione della previsione potrà avvenire soltanto attraverso l'emanazione di un decreto interministeriale di definizione delle modalità operative, in concreto non ancora emanato, che potrebbe rendere poco praticabile la gestione in house.

Anci e Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua temono pesanti conseguenze negative riguardo la realizzazione di investimenti e servizi pubblici essenziali, che includono il servizio idrico integrato. Quanto stabilito dal decreto "Cresci Italia", a parere delle associazioni, riduce infatti fortemente la possibilità di una gestione industriale del servizio che risulti davvero attenta alle esigenze delle comunità locali.

Il testo del decreto definisce le società affidatarie in house come assoggettate al patto di stabilità. Saranno gli enti locali o di governo a vigilare sull'osservanza, da parte delle stesse società affidatarie, dei vincoli derivanti dal patto di stabilità interno. Secondo l'Anci e il Forum dei Movimenti per l'Acqua, il provvedimento, se fosse emanato, limiterebbe l'autonomia degli enti locali nella scelta delle forme di gestione, restringendo ancora una volta i principi comunitari e limitando il risultato dei referendum del 2011, che avevano consentito la scelta della forma di gestione anche mediante enti di diritto pubblico, quali le aziende speciali.
Anci e Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua ritengono necessario che il Governo riconsideri la sua posizione al ruguardo e che vengano presentate eventuali opzioni alternative, in merito alle quali le due realtà si dichiarano disponibili a discutere fin da subito. Al tema del patto di stabilità si lega inoltre la questione del dissesto idrogeologico.

Il ministro dell'Ambiente Andrea Orlando ritiene che gli interventi per il dissesto idrogeologico debbano restare fuori dal patto europeo di stabilità. Il ministro lo ha dichiarato in occasione della conferenza "Clima e Energia" che si è svolta alla Farnesina. Occuparsi del dissesto idrogeologico richiede infatti costi esponenziali che non possono subire le limitazioni del patto di stabilità. Il ministro auspica dunque che possa essere mantenuta in proposito la flessibilità sui vincoli europei che era stata conquistata di recente dal primo ministro Letta. Che una maggiore flessibilità sia possibile anche in merito ad acqua e servizi pubblici locali?

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