E la credibilità è tutto, nel momento in cui uno dei noi, su un bancone di vendita, deve scegliere in libertà un prodotto convenzionale o un prodotto biologico che costa di più perché promette di più, perché è più naturale.
'Costa di più' è l'aspetto che attira i truffatori del bio. 'E' più naturale' è l'aspetto che ci fa scegliere bio al momento dell'acquisto.
Se quel 'più naturale' è una truffa, non è vero, casca tutto, crollano i consumi e cascano tutti, la maggioranza degli onesti con la minoranza dei produttori e commercianti disonesti. Non siamo a questo punto ancora, per fortuna. Ma al crollo potremmo arrivare se non si pongono degli argini duri come rocce a difesa del biologico autentico.
Vorremmo approfondire perché il malaffare sta entrando sempre più nel biologico. E ci viene in mente la prima possibile ragione: il bio è un affare che cresce nel senso che i consumi di prodotti bio reggono alla crisi meglio degli altri, niente di più attraente per le mafie.
E poi c'è qualcos'altro di invitante: i controlli non vanno fino in fondo, non sono così capillari.
E' già in uso il termine di eco-mafie, forse potremmo d'ora in poi coniare un termine nuovo: le bio-mafie. Forse c'è qualche cosa del genere dietro alla frase della Guardia di Finanza che lascia presagire che lo scandalo finora emerso sia poca cosa davanti alla realtà.
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