28/06/13

Amazzonia: per colpa dell'uomo scompaiono i tucani e si rimpiccioliscono i semi

Le piantagioni di caffè e di canna da zucchero frammentano gli habitat con gravi ricadute sulla fauna e sulla flora locali.

Le piantagioni di caffè e di canna da zucchero frammentano gli habitat della foresta amazzonica e fanno rimpicciolire i semi di alcune palme, rendendoli più deboli e vulnerabili al climate change.
Lancia l’allarme uno studio realizzato dall’Università Statale di San Paolo e pubblicato su Science. I ricercatori hanno raccolto oltre 9000 semi da 22 diverse popolazioni della palma Euterpe edulis e, con una combinazione di analisi statistiche, genetiche e modelli evolutivi, hanno cercato di capire come mai nel tempo le dimensioni si siano così ridotte.
La colpa sembrerebbe proprio dell’agricoltura che ha portato gli uccelli di grandi dimensioni della zona, come i tucani  quelli che garantivano la dispersione in ambiente dei semi di queste palme  a spostarsi. Le piante allora, per sopravvivere, si sono evolute producendo frutti più piccoli, adeguati agli uccelli rimasti di minori dimensioni, per esempio i tordi.
Purtroppo però i mini-semi sono più vulnerabili alla disidratazione e incapaci di sopportare il cambiamento climatico previsto. Un grave problema che mina ulteriormente il già precario equilibrio della foresta e acuisce la perdita di biodiversità.

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